4° giorno di missione – L’orfanotrofio di Oussouye

Oggi siamo andati ad Oussouye per visitare i 21 bambini ospitati nell’orfanotrofio della città.

L’orfanotrofio è gestito dalle suore e da quattro donne laiche. Siamo stati piacevolmente sorpresi di trovare degli ambienti puliti ed accoglienti. Gli ospiti sono bambini da 0 a 5 anni, tutti figli di madri decedute durante il parto e di padri che li hanno abbandonati. Sono bambini puliti, vestiti bene ed incredibilmente autonomi.
Già a partire da circa tre anni sono quasi in grado di vestirsi e svestirsi da soli e si muovono nell’orfanatrofio autonomamente.


George, un bambino di tre anni, dalla scuola è arrivato al luogo delle visite e dopo la visita è tornato a scuola. Alla domanda « ma come fa a tornare a scuola? », Suor Thèrese ha risposto « George sa benissimo dov’è la scuola e ci sa tornare da solo». Incredibile!
Come era già accaduto l’anno scorso quando abbiamo visitato l’ orfanotrofio di Cabrousse, ci ha stupito incontrare dei bambini che non piangono, non fanno capricci, ma che hanno bisogno di attenzione. Dunque la visita medica diventa un momento non da evitare, ma da ricercare.
La nostra Annika ha dimostrato di nuovo di avere competenze ed energia straordinari. Da sola ha visitato i 21 bambini, fatto la diagnosi e prescritto le medicine che Alessandra, un’altra super woman, ha trovato nella sua « farmacia viaggiante ».

Quasi tutti i bambini avevano la tigna e un po’ di raffreddore. Annika ha raccomandato la visita dal fisiatra per tre bambini in cui ha riscontrato dei problemi posturali.


Nel tardo pomeriggio la nostra impeccabile collaboratrice Mariétou ci ha detto che non potevamo perdere l’occasione di visitare il Villaggio dei pescatori a Cap Skirring. Suggerimento troppo allettante per essere rifiutato. Abbiamo visto dozzine di barche che rientravano dalla pesca e una grandissima quantità e varietà di pesci in vendita, in una spiaggia affollatissima e coloratissima. Di nuovo come non seguire il consiglio di Mariétou di comprare del pesce freschissimo ? Domani lo mangeremo e vi sapremo dire com’è. A domani.