Il back stage aiuta a capire .
Sono le 4 di lunedì mattina, non riesco più a dormire. Ieri sono arrivati i miei amici volontari di Kasomay e oggi cominciamo la missione.
Sgonfio il materassino su cui dormo sistemo la stanza semivuota (le 2 valigie aperte al suolo).
Ripenso a bambini e genitori che ho già visto nei giorni scorsi e a quelli che incontreremo oggi, ripasso a mente quel che devo fare ancora perché si possa iniziare a visitare con un minimo di organizzazione.
Dopo un caffè in casa di Marietou parto con la bicicletta acciaccata, il “meccanico” lungo la strada ha già “aperto”, gli lascio la bicicletta da riparare e chiedo un passaggio per il Poste de Santé.
Arrivo mentre mi squilla il telefono ed incontro Saliou, l’infermiere capo, che sta provando a chiamarmi: il lettino da visita promesso non è arrivato, bisogna organizzare una macchina che lo porti dal centro del distretto.
Lo lascio fare mentre cominciano ad arrivare mamme e mamme e bambini e bambini. Anche qualche papà! Corro alla scuola elementare vicina a scambiare uno scatolone di libri per bambini con un piccolo banco che ci servirà per il momento da lettino e poi da scrivania.

Ora ci sono anche tutti gli altri, Alessandra che si organizza scrupolosamente in farmacia. Silvia e Arianna che affrontano, penna e scheda anamnestica in mano, la folla colorata, tra bambini che corrono e giocano, bambini che dormono, bambini che piangono, lattanti e grandicelli che tettano.
Annika e il sottoscritto (io sono Marcello) che visitano i bambini, Michele munito di prestigiosa macchina fotografica che si prepara ad immortalare questi splendidi momenti.
E Marietou sempre calma e tranquilla, pronta a tradurre dalle lingue locali in francese e ad aiutare i genitori a spiegare meglio cosa succede ai figli accompagnati in visita.
Dopo un’oretta compare anche Bertrand per tradurre, accompagnare da Alessandra i genitori dei bimbi già visitati per ricevere i farmaci prescritti, o pronto a recarsi a cercare un negozietto dove poter fare fotocopie delle schede, insufficienti per il grande afflusso.
Dai consigli alimentari, ai soliti bambini mocciosi alle parassitosi cutanee, ogni tanto io e Annika ci consultiamo per casi un po’ più complessi.
Ritorna un bambino con importante ernia, già visto a dicembre dal dr Diouf, possiamo ora programmare un intervento all’ospedale di Ziguinchor.
Si presenta una ragazzina sofferente, potrebbe avere 17-18 anni. Le palpitazioni del cuore evidenti attraverso la maglietta. Una aritmia cardiaca importante con pressione arteriosa elevata. Realizzo che ha 26 anni e posso solo organizzare un trasferimento all’ospedaletto a 30 km dove ho scoperto essere presente in questi giorni il cardiologo di una associazione francese .
Le visite scorrono, perdiamo il conto dei km fatti tra farmacia e ambulatorio (la casetta di AMOA, associazione italiana di oculistimessa a disposizione dal loro tecnico Seydou).